TFR 2026: nuove regole sulla destinazione, adesione automatica e modello TFR3
Dal 1° luglio 2026 chi viene assunto ha 60 giorni per decidere dove destinare il TFR: senza una scelta scatta l'adesione automatica al fondo pensione. Cosa cambia per lavoratori e aziende e come si usa il nuovo modello TFR3.

Dal 1° luglio 2026 sono operative le nuove regole sulla destinazione del TFR introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), che modifica il D.Lgs. n. 252/2005 sulla previdenza complementare. Le novità riguardano le assunzioni nel settore privato, con l'esclusione dei lavoratori domestici, e cambiano sia le scelte dei lavoratori sia gli adempimenti delle aziende. Le informazioni sono aggiornate al 10 ottobre 2026.
In breve
- Chi viene assunto per la prima volta ha 60 giorni per scegliere dove destinare il TFR.
- Senza una scelta scatta l'adesione automatica al fondo pensione previsto dagli accordi collettivi.
- Chi ha già una posizione in un fondo alimentata dal TFR non può tenere il nuovo TFR in azienda.
- Con il decreto del 4 settembre 2026 è arrivato il nuovo modello TFR3.
- Le aziende devono informare il lavoratore all'assunzione e conservare la sua dichiarazione.
1. Lavoratori alla prima assunzione: le due scelte possibili
Chi viene assunto per la prima volta dal 1° luglio 2026 può, entro 60 giorni dall'assunzione:
- destinare il TFR maturando a una forma di previdenza complementare;
- mantenerlo nel regime ordinario previsto dall'articolo 2120 del Codice civile, cioè presso il datore di lavoro o presso il Fondo di Tesoreria INPS, quando previsto.
2. Se il lavoratore non sceglie: l'adesione automatica
Se entro i 60 giorni non arriva nessuna scelta, opera l'adesione automatica al fondo pensione collettivo individuato dagli accordi applicati in azienda. Se i fondi sono più di uno, si considera quello con il maggior numero di iscritti in azienda, salvo un diverso accordo aziendale. In mancanza di un fondo di riferimento, si applica la destinazione residuale prevista dalla normativa.
3. Cosa comprende l'adesione automatica
Di regola l'adesione automatica comprende il TFR e i contributi a carico dell'azienda e del lavoratore, nella misura prevista dagli accordi applicabili. In assenza di accordi collettivi di riferimento, al fondo residuale viene conferito il solo TFR.
Sono previste anche alcune possibilità di conferimento parziale del TFR. I lavoratori con una retribuzione annua lorda inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale possono scegliere di non versare il contributo personale.
4. Lavoratori con precedenti rapporti di lavoro
Per chi cambia datore di lavoro conta la situazione precedente:
- Posizione in un fondo alimentata dal TFR e non interamente riscattata: entro 60 giorni va indicato il fondo a cui destinare il nuovo TFR. Non è possibile mantenerlo in azienda.
- Nessuna posizione attiva alimentata dal TFR, anche dopo un riscatto totale: l'adesione automatica non opera e il TFR resta nel regime ordinario. Il lavoratore può comunque destinarlo in seguito alla previdenza complementare.
5. Quando partono i versamenti
In caso di adesione automatica, i versamenti decorrono economicamente dalla data di assunzione. Vengono avviati dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni e comprendono gli importi dovuti fin dall'assunzione.
6. Il nuovo modello TFR3 e gli adempimenti delle aziende
Il decreto interministeriale del 4 settembre 2026 ha adottato il modello TFR3, destinato ai lavoratori interessati dalle nuove regole. Il modulo raccoglie le informazioni sui precedenti rapporti di lavoro, sull'eventuale posizione pensionistica alimentata dal TFR e sulla destinazione scelta.
All'assunzione l'azienda deve:
- consegnare un'informativa sulle opzioni disponibili, sul fondo destinatario e sui termini per scegliere;
- raccogliere e conservare la dichiarazione del lavoratore sul modello TFR3;
- consegnarne una copia al lavoratore;
- tenere sotto controllo la scadenza dei 60 giorni per ogni nuovo assunto.
Il modello è disponibile nella sezione ufficiale “Modulistica e adempimenti” del Ministero del Lavoro.
Il consiglio dello studio: aggiorna subito la procedura di assunzione. Inserire il modello TFR3 e l'informativa nel kit di benvenuto del nuovo dipendente evita errori sulla destinazione del TFR e contestazioni nei mesi successivi.
Domande frequenti
Entro quando il lavoratore deve scegliere dove va il TFR?
Entro 60 giorni dall'assunzione. Se non sceglie, scatta l'adesione automatica al fondo pensione previsto dagli accordi collettivi applicati in azienda.
Le nuove regole valgono anche per colf e badanti?
No. Le disposizioni riguardano le assunzioni nel settore privato, con l'esclusione dei lavoratori domestici.
Il lavoratore può tenere il TFR in azienda?
Sì, se alla prima assunzione lo sceglie esplicitamente entro 60 giorni. Non può farlo invece chi ha già una posizione in un fondo pensione alimentata dal TFR e non interamente riscattata.
Cosa rischia l'azienda che non usa il modello TFR3?
Senza la dichiarazione del lavoratore e l'informativa prevista, l'azienda non può dimostrare di aver rispettato gli obblighi e rischia di versare il TFR nella destinazione sbagliata. Per questo conviene inserire il modello nella documentazione di ogni nuova assunzione.
Fonti ufficiali
- Ministero del Lavoro – Previdenza complementare: le novità della Legge di Bilancio 2026
- Ministero del Lavoro – Cosa succede quando vengo assunto
- Ministero del Lavoro – FAQ sulla previdenza complementare
- Ministero del Lavoro – Adottato il nuovo modulo TFR3
- Ministero del Lavoro – Modulistica e adempimenti
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